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GAZZETTA DELLO SPORT. Un Klose da medaglia Più gol solo in tre annate Ora può salire sul podio
Una sintesi dell’articolo de “La Gazzetta dello Sport”
GAZZETTA DELLO SPORT. Un Klose da medaglia Più gol solo in tre annate Ora può salire sul podio
Effetto Lazio per Miro: inarrivabili solo i 25 gol di sei anni fa Prima il terzo posto, poi l’Europeo. E basta parlare di Bayern
Ha puntato il podio pure lui. Perché non è sempre stato così, Miro Klose. I gol li ha fatti dovunque, ma con questa frequenza no. E allora se è innegabile che il centravanti sia il vero uomo in più dei biancocelesti nella corsa Champions, per una volta è anche giusto sostenere il contrario: la Lazio, questa Lazio, ha fatto bene a Klose. Miro è a quota 13 reti in Serie A. E tralasciando ogni discorso legato alla scaramanzia non è un numero tanto abituale per il centravanti della Lazio. Solo in tre occasioni, nella sua lunga carriera, Klose ha segnato infatti più di 13 reti: è capitato nel 2001-02 con il Kaiserslautern (16 centri), nel 2004-05 e nel 2005-06 con il Werder Brema (15 gol prima e 25 poi). E nel 2006-07 Miro si è fermato proprio a quota 13. Dunque, dal Mondiale 2006 in poi non ha mai superato quella cifra. È un Klose fuori dal normale, questo qui. Se fosse un vino, si direbbe una delle migliori annate degli ultimi 15 anni. A Klose basta un gol perché il suo diventi il quarto miglior campionato della carriera, per numero di reti segnate. E il podio è lì a un passo: solo la stagione 2005-06 è irraggiungibile, con 25 reti. Non può essere un caso, poi, che due dei suoi migliori campionati per numero di centri siano arrivati prima di un grande torneo da giocare con la Germania, nell’occasione i Mondiali 2002 e 2006. E adesso sta arrivando l’Europeo da disputare nella «sua» Polonia, mentre la carta d’identità proprio a giugno dirà 34 anni. La Lazio ringrazia, Edy Reja ringrazia. Forse pure Miro ringrazierà, per la serenità e la fiducia ritrovata a Roma dopo due stagioni con il Bayern Monaco, costretto a mettere insieme minuti qua e là, e festeggiando la miseria di quattro reti in due campionati. Un cronista di una tv tedesca, domenica scorsa dopo la vittoria nel derby, ha provato a fargli una domanda sul Bayern, ma Klose è andato via stizzito: basta parlare del passato, anche se la sua ex squadra non sta vivendo un grande momento (vittoria di ieri a parte). Il presente è la Lazio, e stop. Oggi Miro è la vera differenza tra la Lazio che un anno fa restò con il cerino in mano, sognando la Champions, e questa che invece alza l’asticella sognando anche lo scudetto. Klose ha raffreddato un po’ l’entusiasmo domenica scorsa, quando ha sussurrato: «No, il discorso per il titolo non ci riguarda, il nostro obiettivo è il terzo posto». Forse neppure lui sa che la Lazio ci ha preso gusto, rilanciando al tavolo da poker. «Perché ora rispetto al campionato scorso siamo più maturi», spiega Reja. Ecco a cosa è servito Miro.
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